Autodichiarazioni in classe G abolite

Illegittima l’autodichiarazione sostitutiva dell’attestato di certificazione energetica per la vendita degli immobili di classe G. È quanto dispone un decreto ministeriale del 22 novembre 2012, in vigore dal 28 dicembre scorso, applicabile anche a quelle poche regioni che ancora non hanno legiferato in materia. La normativa sull’efficienza energetica (dlgs IL 192/2008 e successive modifiche) prevede, per chi intende vendere un immobile, l’obbligo di dotarsi preventivamente di un attestato di certificazione energetica chiamato a svolgere il ruolo di strumento di informazione per l’acquirente, che può così scegliere l’edificio da acquistare in base alla prestazione energetica del medesimo. Da notare che la disciplina nazionale si applica in tutte quelle regioni e/o province autonome che non abbiano ancora adottati) specifiche disposizioni normative in materia. Come previsto, infatti, alle regioni (che in base all’art. 117. comma 3. Cost. devono legiferare in materia di governo del territorio e di produzione, trasporto e distribuzione di energia) competono le scelte normative sulla dotazione e sulle modalità di formazione della certificazione energetica. Di conseguenza si dovrà tener conto caso per caso (sulla base della regione in cui si trova ubicato l’immobile) delle specifiche normative, da coordinare ed eventualmente integrare con la disciplina nazionale.

L’attestato di certificazione energetica

L’attestato di certificazione energetica (c.d. Ace) costituisce un documento, rilasciato da tecnici abilitati (ingegneri e architetti) od organismi terzi (le società di ingegneria), che classifica tutti gli appartamenti attribuendogli una determinata classe energetica da indicarsi con una lettera dell’alfabeto che parte dalla A+ (per gli immobili a maggior efficienza energetica) fino alla lettera G (che individua gli immobili di più scadente efficienza energetica). Tale documento viene realizzato sulla base delle indicazioni e dei modelli contenuti nelle linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici (di cui al decreto ministeriale del 26/6/2009 e successive modifiche). Si noti però che detto attestato non riguarda box, cantine, autorimesse, depositi, trattandosi di strutture in cui non è necessario garantire un comfort abitativo.

L’abolizione dell’autodichiarazione

Bisogna ricordare che le c.d. Linee guida nazionali per la certificazione energetica consentivano al venditore di sostituire l’Ace con una autodichiarazione che attestasse l’appartenenza dell’abitazione alla classe G (cioè la più scadente), con conseguente ammissione di alti costi per la gestione energetica dell’immobile. Tale autodichiarazione poteva eventualmente essere inserita nell’atto di vendita (oltre che allegata allo stesso, ovvero nello stesso richiamata) e sostituiva gli obblighi di dotazione e consegna all’acquirente dell’attestato di certificazione energetica. Tuttavia, a seguito del decreto ministeriale del 22 novembre 2012 (pubblicato nella GU n. 290 del 13/12/2012 e approvato dopo una procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea), in vigore dal 28/12/2012, non è più possibile, neanche nelle regioni che non abbiano ancora legiferato in materia, sostituire la certificazione energetica con una autocertificazione del proprietario.

Gli obblighi degli amministratori di condominio

Nell’ambito della normativa sulla certificazione energetica è previsto un obbligo di collaborazione da parte degli amministratori di condominio e dei responsabili degli impianti, i quali sono tenuti a fornire ai condomini o ai certificatovi, da questi incaricati, tutte le informazioni e i dati edilizi e impiantistici, compreso il libretto di impianto (o di centrale) per la climatizzazione, necessari alla realizzazione della certificazione energetica degli edifici.

Fonti:

Autodichiarazioni in classe G abolite. Giuseppe Bordolli, Gianfranco Di Rago.